giovedì 25 agosto 2011

Roma e Vaticano

Le mie prime bandiere! Ma sì, lo so che non valgono. Però volevo dire...egghé! Con la nonna ero già stata in stazione centrale, rimessa a nuovo, ora facciamo colazione da Motta/Autogrill mentre io girata verso lo specchio dormo. E poi la freccia rossa è un'emozione di biberon e sonni tranquilli, il passeggino mi culla sui sanpietrini di Termini e dintorni, il papà ha un percorso della memoria lavorativo e la mamma è delusa dall'hotel dei punti American Express. 150 euro per cosa, dico io? Non ho il lettino e dormo ancora nella navicella, ma vi rendete conto? Ho due mesi e mezzo, io. Mi sveglio ed è un mini trauma di pianti. Ma eccomi distesa sul letto indubbiamente molto Antica Roma. E' Febbraio e fa freddo, notare la cuffia.


E poi la mamma e papà che amano molto mangiare (anch'io, ma loro ancora non lo sanno eheh) si affascinano di tecnologia iPhone e cacio e pepe tradizionale, io mi sposto per far passare un ragazzone giapponese e di nuovo ho bisogno di essere cambiata. Panico, provano a portarmi in giro in marsupio! Papà scatta foto (brutte) e la mamma si arrende finalmente al mio pianto, si torna a recuperare la mia navicella e posso finalmente addormentarmi ben prima delle foto ricordo a Piazza di Spagna e Fontana di Trevi. Mi sveglio al momento dell'aperitivo, ma papà cosa pretendeva, che potesse bersi il suo Martini in pace? L'abbraccio della mamma mi tranquillizza e in hotel c'è tempo per una razione abbondante di latte (vedi foto sotto)  per affrontare la Garbatella che mi addormenterà profondamente (grazie Carolina).


Il secondo giorno è già tempo della mia seconda bandiera, certo che se continuassi al ritmo di una al giorno... Vaticano, la mamma sceglie la navicella e ha ragione, il papà voleva sballottarmi marsupiata per i Musei, invece con la carrozzina abbiamo precedenza su ogni coda e guardie solerti ci scortano per ascensori. Dormo, ma improvvisamente qualcosa mi sveglia: è un montacarichi che trascina il mio pianto fino alla Cappella Sistina. Sono ciecona e non posso apprezzare i colori bene, ma resto meravigliata comunque. Papà si rattrista per una perdita, e la folla affolla Piazza San Pietro. Un taxi mi riporta al rifornimento quotidiano prima di una trattoria tra politici famosi e signori anziani che passano dietro di me. Carciofi, yum! Si sale, si scende, per scalinate e rampe, io continuo a dormire beata, come potete vedere nello scatto che mi riprende con la mamma in Piazza del Campidoglio.


La mamma compra finalmente la custodia per l'iPhone (non originale), il Ghetto e l'Isola tiberina sono i nostri ultimi passi stanchi di visita (a Villa Borghese darò fastidio, lo ammetto, avrò mica preso da papà che l'ultimo giorno non ha più voglia di fare niente?). Penso bene di dormire al secondo aperitivo, in una strada molto bella che si chiama Via Veneto, in compenso il ristorante è piccolo e io non lo accetto, piango, altro che syrah e abbacchio, qui si deve andare a dormire! Ce l'ho fatta! Per questa volta è andata, tra le lacrime infinite del ritorno Trenitalia, vedremo dove mi porteranno al prossimo giro...saluti da Charly birichina

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