Il mio primo volo! La mamma scrive 'Malpensa' su facebook. Luca che è un amico di papà commenta 'abituati a viaggiare piccola!' Ma a cosa mi devo abituare? Al decollo sento appena qualcosa di strano, bho, poi dormo grazie al latte della mamma. Ma l'attesa alla stazione della metro è troppo lunga, così comincio a fare un po' di scena piangendo disperata tra le scale mobili interminabili di Heathrow. La mamma mi tiene in braccio, quante persone strane su questo treno! Il signore con la pelle scura gioca con me, è proprio simpatico. E il mio leone fa rumore. La stanza è piccola ma ci staremo bene, ora usciamo che papino deve fare le foto. Ma sì dormo ancora un po' e mi perdo il primo lunch, poi però mi rifaccio con qualche foto ricordo nientemeno che al Big Ben! Qui sotto sono con la mamma in un pub in franchising a Whitehall (quasi a Trafalgar).
L'infilata di bandiere per il Royal wedding! Bisogna farsela tutta con calma, in braccio a papino che poi crollerà rinunciando al pasto della sera. Che strano! Del resto il mattino dopo abbiamo prenotato la London Eye. Penso che i miei genitori l'hanno fatto proprio per me! E così il mio trabiccolo della Chicco sale la rampa ed entra in un uovo che gira, da dove si può vedere un fiume e tutta la città. Non mi piace granché, sarà già l'inizio della mia claustrofobia? Eccomi rugbista con la mammina stanca durante il giro sulla ruota (dietro si riconosce il Parlamento!).
Ma che freddo! Le maschere del South Bank mi fanno distrarre un pochettino, ma ora non ce la faccio più, e urlo fino a quando la capiscono, che devono vestirmi più pesante! Tela cerata e sonno, poi la pioggia, che strano cielo grigio che c'è a Londra! Pappa pappa! Abbiamo cominiciato sabato e adesso le prendo sempre, dicono che si chiama svezzamento. Che sorpresa, dei giochi colorati e tanti altri bambini! Questo posto si chiama Museo, e questo in particolare si chiama anche Tate Modern. Scivolo e scivolo, un pit stop al pannolino e sul ponte torna il sole. E' l'ultima cosa che vedo prima di risvegliarmi in una gioielleria con dei nuovi vestiti da maschietto. Da oggi mi chiameranno anche la Gappina. Potete vedere la mia felpona e la mia cuffia coordinata qui sotto, al bar della colazione del Covent Garden. C'è anche la mamma!
Ma non corriamo che c'è ancora da raccontare della Torre di Londra. Papino non fa in tempo a comprare i biglietti, ma la mamma non è dispiaciuta, dice che costavano troppo. Vuole invece visitare il Tower Bridge, e io mi diverto tanto con gli specchi degli ascensori. Facciamo anche una foto ricordo sul ponte, tra le auto nere e gli autobus rossi. Mi tiene in braccio la mamma.
Brixton! I Clash non li conosco ma questo nome sa proprio di già sentito. Un pub poco inglese e un bagno sporco dove mi faccio cambiare un po' a fatica, mi mancano Bib&Ron. E un ristorante giapponese, credo, dove tutte le cameriere mi fanno dei grandi sorrisi. Ma che ore sono, c'è buio e io sento il rumore delle ruote del bus. Mi addormenterò da sola, un caso più unico che raro per la gioia dei miei cari. Ihihih! Ancora un giorno di Londra, e mentre guardo stanca il panorama pensiamo bene di andare a visitare il British Museum. Potete vedere qui sotto la mia espressione stupita nel grande museo, sempre con la mammina.
Le pappe pronte! Ma che grande scoperta! Ecco perché ci piace Boots, anche se all'amico di papà non piace. E costano solo 65 centesimi! Mmm, proviamole subito allora! Pesce o carne? Nel vecchio pub di Charlotte Street mi rendono omaggio un microonde e una foto ricordo, stavolta proprio con papà. Le chiavi che vedete non le ho più. Le ho perse in un altro viaggio di cui vi racconterò la prossima volta.
Dormo nel caos di Camden, poi mi sveglio che sono ancora sul bus, ma stavolta si va da qualche parte proprio per me: Hamley's, dicono che si chiama questo negozio. Ma è enorme, tanti piani di giocattoli. Urlo e voglio tutto. Mi comprano Colonne, la mia prima bambola. Ma il cane che mi piace tanto arriverà anche lui, dall'aeroporto...eh eh ce l'ho fatta a commuoverli. Io non pago la Oyster! Mi ricordo anche di un biberon in un posto strano con le volte molto alte, ma quel giorno ha piovuto sempre e non ci siamo gustati molto il viaggio in treno. Ah c'era anche l'amico di papà. E poi non mi ricordo più niente, si vede che siamo tornati a casa. Peccato, volevo vedere quel ristorante di cui parlava papino, Zucca. In fondo io sono anche una Zucchina. Oltre che una grande birichina! Ciao Ciao!
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